martedì 15 ottobre 2013

della tenereZZa e della follia


Il finale di Baci Rubati racchiude una delle scene più surreali e, allo stesso tempo, più affascinanti e geniali della filmografia di Truffaut.L'uomo misterioso suscita emozioni e interrogativi, ma lo fa con toni leggeri, a metà strada tra comico e demenziale, sfumati da quella venatura ironicamente amara, per concludere in modo "definitivo" una storia d'amore che sembra destinata a non sbocciare mai.





Signorina, so di non essere uno sconosciuto per lei. L'ho osservata a lungo senza che lei se ne accorgesse, ma da qualche giorno non cerco più di nascondermi. So che è arrivato il momento. Ecco, prima di vedere lei non ho mai amato nessuno. Detesto il provvisorio. Conosco bene la vita. So che tutti sempre tradiscono tutti. Ma tra di noi sarà diverso. Noi saremo un esempio, non ci lasceremo mai neppure per un'ora. Io non lavoro, non ho impegni nella vita. Lei sarà la mia sola preoccupazione. Io capisco che.. che tutto questo sia troppo improvviso perchè dica subito di si, e che prima voglia rompere dei vincoli provvisori che la legano a delle persone provvisorie. Ma io sono definitivo!
[Baci Rubati - F.Truffaut - 1968]

giovedì 10 ottobre 2013

tra ZenZero e fiori ribelli

 

contraddiZioni

E poi scopri che la Barbie porta le mutande… Sì, molto carine e con trame a fiorellini stampate sul bel corpo di plastica.
Bambola in controtendenza, o banale ipocrisia di ritorno? Mah...
Comunque sia , visto che non si possono cambiare, sarebbe meglio chiamarle “serbande”



 

mercoledì 9 ottobre 2013

primiZie

E' delicata la felicita'. Non sei un funambolo e avanzi passo a passo, non sai niente dei giorni, cammini sul filo, non vedi lontano. Se guardi in basso hai le vertigini, non guardare.
In basso tutti gli uccelli si raggelano e tutti gli uomini si proteggono. Tu cammini in alto, ma è difficile, la felicita'. Rischi ad ogni passo, avanzi docile. In ogni rischio c'e' felicita'. 
Vai verso te stesso e il filo non ha fine.

[Philippe Delerm]



 

mercoledì 2 ottobre 2013

interrogaZione


Se non così, come?
Se non camminando su un tappeto di incertezze. E curiosità.
Se non con una perdita di aderenza a pensieri edificanti. E progetti.
Se non attraversando mesi senza tempo e senza nome. E stagioni.
Se non con quella voglia inquieta di intuirsi ancora. E di stupirsi.
Se non declinando una me nuda d’orgoglio. E di barriere.
Se non con il bisogno di essere presa. E compresa.
Se non con un linguaggio muto di parole, ma rumoroso di gesti. E baci.

Se non così, come?



 

jaZZ


...e tornare, avido di Vita, a sorridere.
Insieme.