martedì 28 aprile 2015

mercoledì 1 ottobre 2014

preferenZe

Non mi piace Sansone è un individualista iracondo, combatte da solo, confidando esclusivamente nella propria astuzia e nella propria forza, non cerca alleati, non riesce a organizzare una resistenza popolare, è costretto a sotterfugi di bassa lega per cercare di avere la meglio sui propri nemici. E poi è un donnaiolo impunito.

Preferisco Ulisse… che oltre tutto fa molto flâneur
 
 

martedì 9 settembre 2014

ostinaZione



Da qualche parte, dentro quei sette minuti, doveva esserci stato anche il rumore dei suoi passi… prima che chiudesse la porta.
Per sempre.
Eppure, un cuore ostinato e incredulo, continuava a ripeterle di non avere sentito nulla.

mercoledì 16 ottobre 2013

vocaZioni effimere

- Hai mai pensato all’etimologia del desiderio?
- No, però so benissimo che cosa lo scatena
- Sto parlando seriamente, dai!
- Anche io
- Allora smetti di guardarmi le gambe con l’occhio carnivoro dello sciupafemmine e rifletti!
- Hai una calza smagliata, tutto lì.
- D’accordo, ma non lo trovi meraviglioso?
- No, personalmente mi da un senso di sciatteria e… no,  non mi piace.
- De Sidera... dalle stelle... invocazione muta di attesa... come guardare il cielo e aspettarsi che proprio da lì possa scendere ciò che manca. Come se l’anima del desiderio fosse intimamente legata alla luce delle stelle
- Ti ricordo che il de è privativo. Come "cessare di vedere", "constatare l'assenza di stelle” e...  mi disorienta questo tuo luminoso desiderio... inoltre, detesto l’idea che qualcosa che vorrei veder realizzato non sia in mio potere, ma dipenda da come brillano quei puntini lassù
- Io ci vedo piuttosto un senso di rimpianto celeste, o di cosmica nostalgia e poi, lo dice anche Dante: "Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorïoso porto...”
- Seeeeee... è Brunetto Latini che lo dice... e intanto guarda un po’ dove è finito. Senti, è meglio che tu ti vada a cambiare, o farai tardi all’appuntamento. Lo dico per te.  Sbrigati!

martedì 15 ottobre 2013

della tenereZZa e della follia


Il finale di Baci Rubati racchiude una delle scene più surreali e, allo stesso tempo, più affascinanti e geniali della filmografia di Truffaut.L'uomo misterioso suscita emozioni e interrogativi, ma lo fa con toni leggeri, a metà strada tra comico e demenziale, sfumati da quella venatura ironicamente amara, per concludere in modo "definitivo" una storia d'amore che sembra destinata a non sbocciare mai.





Signorina, so di non essere uno sconosciuto per lei. L'ho osservata a lungo senza che lei se ne accorgesse, ma da qualche giorno non cerco più di nascondermi. So che è arrivato il momento. Ecco, prima di vedere lei non ho mai amato nessuno. Detesto il provvisorio. Conosco bene la vita. So che tutti sempre tradiscono tutti. Ma tra di noi sarà diverso. Noi saremo un esempio, non ci lasceremo mai neppure per un'ora. Io non lavoro, non ho impegni nella vita. Lei sarà la mia sola preoccupazione. Io capisco che.. che tutto questo sia troppo improvviso perchè dica subito di si, e che prima voglia rompere dei vincoli provvisori che la legano a delle persone provvisorie. Ma io sono definitivo!
[Baci Rubati - F.Truffaut - 1968]

giovedì 10 ottobre 2013

tra ZenZero e fiori ribelli

contraddiZioni

E poi scopri che la Barbie porta le mutande… Sì, molto carine e con trame a fiorellini stampate sul bel corpo di plastica.
Bambola in controtendenza, o banale ipocrisia di ritorno? Mah...
Comunque sia , visto che non si possono cambiare, sarebbe meglio chiamarle “serbande”



mercoledì 9 ottobre 2013

primiZie

E' delicata la felicita'. Non sei un funambolo e avanzi passo a passo, non sai niente dei giorni, cammini sul filo, non vedi lontano. Se guardi in basso hai le vertigini, non guardare.
In basso tutti gli uccelli si raggelano e tutti gli uomini si proteggono. Tu cammini in alto, ma è difficile, la felicita'. Rischi ad ogni passo, avanzi docile. In ogni rischio c'e' felicita'. 
Vai verso te stesso e il filo non ha fine.

[Philippe Delerm]



mercoledì 2 ottobre 2013

interrogaZione


Se non così, come?
Se non camminando su un tappeto di incertezze. E curiosità.
Se non con una perdita di aderenza a pensieri edificanti. E progetti.
Se non attraversando mesi senza tempo e senza nome. E stagioni.
Se non con quella voglia inquieta di intuirsi ancora. E di stupirsi.
Se non declinando una me nuda d’orgoglio. E di barriere.
Se non con il bisogno di essere presa. E compresa.
Se non con un linguaggio muto di parole, ma rumoroso di gesti. E baci.

Se non così, come?