lunedì 22 maggio 2017

giovedì 18 maggio 2017

citaZioni

E ci sarai ancora.
Lì, proprio lì nel mio non-luogo del "tutto possibile"



“Ognuno di noi ha la propria No man’s land, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’ altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale […].
Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero […] anche soltanto un’ora al giorno, una sera alla settimana, un giorno al mese […].

Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto […], un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s’è mai incontrato con se stesso”.
[Il giunco mormorante - Nina Berberova]
 
 
 

martedì 16 maggio 2017

senZa saperlo



Era il giorno del loro anniversario, ma aveva smesso di saperlo.
Eppure, soltanto un anno prima ad Antibes, seduta nel dehor di Chez Michou aveva accarezzato ipotesi di felicità, fra i riflessi  madreperlacei di  conchiglie sparse su un Plateau Royal, e quelli dorati di un calice di Sancerre gelato, noncurante di quel vago retrogusto metallico che portava insieme l’eco di infrangibili catene, il suo palato era troppo indaffarato ad apprezzare altri sapori per sapere che quell’incanto presto avrebbe perso al sua magia. Aveva smesso di saperne il gusto. E il profumo.
 
Non sapeva più il colore di quella luna che li aveva stregati… imprigionati in una notte di settembre…

Non sapeva il tempo. Quello che le lancette dell’orologio stavano scorrendo e non sapeva più quello infinito. Amare… tempo infinito. Come desiderare. Come sperare. Essere.
Era diventato tempo presente, era sostanza e forma. Era vita. Anime vive che si ritrovavano nell’abbraccio senza tempo. Cuori che si fondevano nello stesso ritmo sincrono e procedevamo con la medesima vibrante passione. Un pensiero soltanto, un unico sentire. Era sostantivo, era il suo nome. Era Amore.
Le ore passavano mentre declinava i suoi verbi al passato senza cercare un futuro da aspettare e il suo futuro era lì.

Ma lei, aveva smesso di saperlo.



citaZioni

Aveva creduto che l'amore fosse qualcosa che potesse concedere a chiunque le piacesse e che la sua maggiore responsabilità fosse scegliere con intelligenza. Ora sapeva di essersi sbagliata. L'intelligenza non c'entrava niente, e lei non aveva scelta.

[Ken Follett - L'nverno del mondo]
 
 
 

domenica 14 maggio 2017

vocaZione

 

Amo questo fiore forte, vitale che sprigiona forza e potenza
e nel contempo si distingue per la sua disarmante semplicità.
Mi affascina per i toni accesi che sprigionano l’irresistibile invito
ad avvicinarsi e a gustarne il delicato, quasi impercettibile profumo.
Mi lascio sedurre dalla sua misteriosa vocazione
ad inseguire, perpetuo, la luce del Sole.

E amo Montale.
La sua poesia

venerdì 12 maggio 2017

in silenZio, di notte


Scrivo di notte, quando le parole non fanno rumore.
Sussurri dell’anima che di giorno non posso ascoltare, ma la notte, in punta di piedi si affacciano alla porta del cuore e mi accompagnano al sogno.


Seguo in silenzio il loro filo di inchiostro blu.
Fino a domani
 


mercoledì 10 maggio 2017

dissertaZioni: in amor vince chi fugge




LEI: -  Da quanto tempo stiamo correndo?
LUI: -  Parecchio… perché? sei stanca?
LEI: -  No, è che tu corri in un modo strano e mi alzi un mucchio di sabbia negli occhi, ma continua pure a fuggire. Lo sai che mi piace, anche se ogni tanto piango un po’…
LUI: - Per la sabbia?
LEI: - Per la sabbia, certo!
LUI: - Mi fa male il ginocchio sinistro e ogni tanto tendo a zoppicare … e comunque si ama chi ci sfugge e si fugge da chi ci ama… sembra un paradosso, però funziona così!
LEI: -  Mah… io credo che sia una sorta di gioco fra le parti e quest’isola deserta è un buon posto per giocare… perciò continua pure a correre perché io amo i paradossi e poi non c’è nient’altro da fare…
LUI: - Dunque ami il paradosso, non ami me!
LEI: - Amo anche te… paradossalmente.
LUI: - Di qua ci siamo già passati… ricordo quello scoglio e anche quel gruppo di palme…
LEI: - È la quinta volta. Di oggi. Solo che al tramonto il paesaggio sembra diverso… più romantico. Struggente. A tratti.
LUI: - Sono distratto. Tu mi distrai quando corri… potevi vestirti in modo meno succinto
LEI: - Ma se non mi vedi neanche!
LUI [ansimando un po’]: - Però ti sento. Sento il tuo fiato sul collo e lo trovo distraente. E poi pensavo… Maaaa… e se avesse ragione Dante? Sai quando dice “amor, ch'a nullo amato amar perdona”
LEI – Sì, ho presente… però non l’ho mai capito quel verso lì. Ma tu stai bene? Mi sembri affaticato?
LUI: - Sto benissimo. Dicevo di Dante… è come se chi è amato si innamorasse del sentimento stesso poiché l’Amore non permette a nessuno, che sia amato, di non riamare a sua volta…
LEI: - Mah… non è mica tanto chiaro. Io invece sono convinta che abbia ragione Ferradini nella banalità del suo Teorema.
LUI: - Quando dice di prendere una donna e trattarla male o quando invece afferma che non esistono leggi in Amore?
LEI: - Quando dice “lei se n’è andata e tu non hai resistito”!
LUI: - Io resisto! [si ferma]
LEI: - Perché ti sei fermato?
LUI: - Perché sono stanco.
LEI: - Non è vero… è perché hai già una certa età e poi fumi troppo e ti manca il fiato. Ecco perché!
LUI: - Ho smesso.
LEI: - Beh, ma non puoi! Se tu non scappi io non posso amarti.LUI: - Non ho bisogno del tuo amore!
LEI: - Ma allora bastava dirlo. Perché mi hai fatto correre per tutto ‘sto tempo?
LUI: - Mi piaceva sentirmi inseguito.
LEI: - E adesso? non ti piace più?
LUI: - Adesso mi sono rotto.
LEI: - Ah, d’accordo. Allora cambiamo.
LUI: - Che si fa? scappi tu?
LEI: - No, io fumo.
LUI: - E quindi?
LEI: - Sto ferma.
LUI: - E l’amore?
LEI: - Ti amo da ferma.
LUI: - Non mi diverte… Perciò, se non ti dispiace, io vado.
LEI: - Fai pure.

[SILENZIO]

LUI: - Senti...
[...]
Ancora LUI: - Ce l’avresti una sigaretta?